IL PATRIMONIO STORICO E CULTURALE

 

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-L’incuria dei nostri tesori patrimoniali –

La Capitale non ne è immune. Qui, ad andare in pezzi, sono soprattutto i monumenti. Oltre alle mura del Pincio, a “soffrire” di più sono il Colosseo e la Fontana di Trevi. Il distacco di fregi di piccole dimensioni – nella vasca progettata nel 1731 dall’architetto Nicola Salvi – è quasi all’ordine del giorno. Un brutto colpo che ricade sotto la responsabilità del Comune: Roma, infatti, è l’unica città dotata di doppia autorità per i beni culturali, una statale, chiamata Soprintendenza, e una comunale, detta Sovrintendenza.

Tratto dal libro Tutti abbiamo una maschera.

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L’INCURIA DEI NOSTRI TESORI PATRIMONIALI

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… Stessa musica nella vicina Napoli. Dove, prima fra tutte, spicca l’incuria del Palazzo Reale. Intonaci cadenti, antico mobilio coperto da una coltre di polvere, finestre rotte, infiltrazioni d’acqua, giardini reali pieni d’immondizia e diventati ricovero per randagi e senzatetto: il palazzo simbolo della città partenopea, nel cuore della metropoli e a un passo dal golfo che il mondo intero c’invidia, è totalmente abbandonato a se stesso.                Ma gli esempi sono tanti: dai danni alle statue dei leoni di piazza del Plebiscito, imbrattate da scritte e vernice, fino all’edicola sacra di San Gennaro sul sagrato dell’antica chiesa di Santa Caterina a Formiello (patrimonio dell’Unesco), “ferita” dalle bombolette spay.

 

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